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“Radici e Stagioni” – Notizie dai nostri campi del mese di settembre 2025

radici e stagioni settembre

Mentre scriviamo queste righe, 29 settembre 2025, i nostri campi della Maremma Toscana raccontano una storia di adattamento e successi inaspettati.
Un mese caratterizzato da precipitazioni abbondanti – oltre 250 millimetri di pioggia – ha trasformato le pratiche agricole quotidiane in un esercizio di precisione e tempismo. Eppure, proprio in questo contesto, emergono risultati che confermano la solidità del metodo biologico.

Se c’è un protagonista indiscusso di questo settembre, è il basilico.
“Abbiamo raggiunto il programma di produzione sui 1200 quintali con caratteristiche organolettiche ottimali”
ci spiega Benedetta Zauli, responsabile delle produzioni agricole.

Un risultato che va oltre i numeri: ogni foglia mantiene quella concentrazione di oli essenziali che distingue il basilico coltivato secondo natura.
La lavorazione immediata post-raccolta – entro 3-4 ore dal taglio in campo – preserva l’intensità aromatica che caratterizza i nostri pesti.
Un processo che unisce velocità e cura artigianale: le foglie vengono selezionate, lavate in acqua fredda e trasformate quando ancora emanano il profumo intenso dei campi.

basilico

Le piogge abbondanti hanno richiesto un approccio diverso alla gestione dei terreni.
“Abbiamo dovuto riorganizzare le tempistiche di raccolta concentrando in due giorni operazioni normalmente distribuite su una settimana”
precisa Benedetta descrivendo l’organizzazione del lavoro sui pomodori.

Sei ettari attendono ancora la raccolta, e la soluzione individuata dimostra l’adattabilità del biologico:
“Procederemo manualmente per garantire il recupero del prodotto anche dove i mezzi meccanici non possono accedere”
Una scelta che trasforma un ostacolo in occasione per una selezione ancora più accurata della materia prima.

Nel laboratorio, intanto, prosegue la trasformazione dei pomodori in Pomodori semisecchi sott’olio.
Il processo richiede precisione millimetrica: taglio uniforme, salatura calibrata, essiccazione a 45°C per 7-8 ore.
Parametri che garantiscono quella consistenza morbida e quel concentrato di sapore che contraddistingue il prodotto finito.

laboratorio

L’agricoltura biologica guarda sempre avanti. Mentre gestiamo il presente, prepariamo già le stagioni future.
“I trapianti degli ortaggi invernali procedono secondo calendario”
conferma Benedetta elencando le varietà: “Cavoli, finocchi, porri, catalogna, cavolfiori e radicchi, tutti posizionati nei terreni preparati con letamazione organica completata a inizio mese”.
La letamatura – l’apporto di sostanza organica attraverso letame maturo ha interessato tutti i terreni destinati agli ortaggi 2026.
Un investimento di lungo periodo che caratterizza l’approccio biologico: ogni ettaro riceve 30-40 tonnellate di ammendante organico che rilascerà nutrienti gradualmente nei prossimi 18 mesi.

Parallelamente, nei vigneti si procede con la semina dei sovesci: miscugli di leguminose (favino, veccia, trifoglio) e graminacee che fisseranno l’azoto atmosferico arricchendo naturalmente il terreno.
“Una pratica fondamentale per mantenere la fertilità senza input chimici”
sottolinea Benedetta.

Non tutto il mese è stato segnato dalle complessità.

L’orzo destinato alla vendita ha fornito rese soddisfacenti, confermando l’adattabilità di questo cereale alle condizioni maremmane. Il programma dei peperoncini piccanti, dell’habanero e delle melanzane si è concluso positivamente, con quantità e qualità in linea con le aspettative.
“Il peperone lombardo ha dato ottimi risultati, con frutti carnosi e dolci perfetti per la trasformazione”
aggiunge Benedetta. Questi ortaggi diventeranno ingredienti preziosi per i nostri prodotti come i Peperoni verdi sott’aceto.

bilanci positivi

La vendemmia 2025 si chiude con numeri inferiori alle attese, ma ricca di insegnamenti. “La pressione fungina dovuta all’umidità ci ha costretti a sacrificare alcune parcelle, ma le tecniche preventive biologiche hanno salvaguardato il 40% della produzione prevista”, analizza Benedetta con precisione tecnica.

Il piano di risposta è già operativo:
“Stiamo selezionando cloni di Vermentino per l’impianto di gennaio. le opere di scasso – lavorazione profonda del terreno fino a 80 cm – sono in corso per garantire il drenaggio ottimale”.
Un approccio che trasforma ogni difficoltà in evoluzione del metodo.

Guardando al calendario dei prossimi mesi, l’attività non conosce sosta.

La ripuntatura dei terreni – lavorazione profonda senza rivoltamento delle zolle che preserva la stratificazione microbiologica del suolo – interessa i campi destinati al grano.
“Collaboriamo con 8 allevatori locali per l’approvvigionamento del letame, creando una filiera circolare virtuosa”
spiega Benedetta illustrando come l’agricoltura biologica costruisca reti di collaborazione territoriale.
Ogni elemento si inserisce in un sistema dove nulla viene sprecato e ogni risorsa trova il suo utilizzo ottimale.

preparare il futuro

Questo settembre 2025 conferma che l’agricoltura biologica non è una scelta di comodo ma di consapevolezza.
Richiede competenza tecnica, capacità di adattamento e visione sistemica.
I 1200 quintali di basilico profumato, la gestione oculata delle emergenze idriche, la programmazione delle semine invernali: ogni elemento racconta di un metodo che sa coniugare tradizione e innovazione.
“In agricoltura biologica non esistono soluzioni immediate”
conclude Benedetta,
“ma costruiamo resilienza stagione dopo stagione, creando agroecosistemi sempre più stabili e produttivi”
È questa la filosofia che trasforma ogni prodotto LaSelva in ambasciatore di un modo diverso di interpretare il rapporto con la terra.

Dal campo alla vostra tavola, con autenticità e passione.
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