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“Radici e Stagioni” – Notizie dai nostri campi del mese di Aprile 2025

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La voce autentica della terra che coltiviamo con passione


Aprile 2025 ci ha messo davvero alla prova. È stato un mese che ci ha ricordato quanto la natura sia la vera padrona dei nostri ritmi e quanto noi agricoltori biologici dobbiamo essere pronti ad adattarci, con pazienza e determinazione, ai suoi capricci. La primavera quest’anno è arrivata con il peso di un inverno particolarmente piovoso, trascinandosi dietro sfide che hanno messo a dura prova la nostra programmazione e la dedizione delle nostre collaboratrici.

Maggio dovrebbe essere il mese dei trapianti, della preparazione per la stagione estiva, del fermento che preannuncia i raccolti di pomodori e basilico. Invece, ci siamo trovati a fare i conti con una terra troppo bagnata, con tempi che si allungano e con la necessità di ripensare completamente alcuni dei nostri piani. Ma come sempre accade qui a LaSelva, ogni difficoltà diventa un’occasione per dimostrare che l’agricoltura biologica non è solo una scelta tecnica, ma un modo di vivere che abbraccia anche l’incertezza e la trasforma in opportunità.

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“Il problema sostanziale è che magari la pioggia ci permette di lavorare magari un giorno sì e 10 no, un giorno sì e 10 no”, ci racconta Benedetta Zauli, la nostra responsabile della programmazione agricola. Le sue parole rendono perfettamente l’idea di quanto questo inizio di primavera sia stato complicato.

L’agricoltura biologica richiede un rapporto rispettoso con la natura, e questo significa anche accettare che sia lei a decidere quando possiamo lavorare la terra. A differenza dell’agricoltura convenzionale, che spesso forza i tempi con macchinari pesanti e trattamenti chimici, noi aspettiamo che il terreno sia nelle condizioni giuste. Non è solo una questione filosofica: lavorare un terreno troppo bagnato significa compromettere la struttura del suolo per anni, quel suolo che noi consideriamo un essere vivente da preservare.

“Le piogge non sono sicuramente frequenti tutti i giorni. Però ecco ci stanno mettendo diciamo un po’ in ginocchio”, continua Benedetta. È una confessione di onestà che raramente sentirete da altre aziende, ma che per noi rappresenta la trasparenza che vi dobbiamo. Non tutto va sempre secondo i piani, e ve lo raccontiamo senza filtri perché crediamo che la fiducia si costruisca anche condividendo le difficoltà.

La primavera 2025 ci ha costretto a decisioni coraggiose. “I nostri trapianti iniziano con le cipolle che vanno dal 15 di Marzo al 20 di Aprile. E appunto a causa delle ingenti piogge non è stato possibile iniziare il trapianto”, spiega Benedetta. Un ritardo di un mese e mezzo che in agricoltura biologica ha conseguenze a catena su tutta la stagione.

Le cipolle non sono solo un prodotto: sono i compagni di viaggio dei nostri pomodori durante la trasformazione estiva. “Consideriamo di non iniziarlo da qua ai prossimi 10 giorni, quindi abbiamo un ritardo di circa un mese e mezzo e questo comporterà anche un ritardo nella raccolta e anche un ritardo nell’avere il prodotto quando serve, ovvero durante la campagna del pomodoro”. Ogni elemento del nostro sistema produttivo è interconnesso, e quando uno si sposta, tutto deve riorganizzarsi.

Lo stesso vale per il pomodorino destinato ai nostri famosi Pomodori Semisecchi. “Il mese di Aprile doveva iniziare il trapianto del pomodorino per fare il pomodoro semi secco e anche questo sarà sicuramente in ritardo”. Ma piuttosto che forzare i tempi e compromettere la qualità, preferiamo aspettare. È una scelta che costa, in termini economici e di programmazione, ma che mantiene intatti i valori che ci guidano da oltre 40 anni.

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C’è un aspetto del nostro lavoro che raramente emerge nelle narrazioni agricole: la fatica fisica e mentale di chi lavora nei campi. “Queste condizioni climatiche comportano un’esecuzione della lavorazione in condizioni molto avverse per le nostre collaboratrici, perché comunque, appunto, dovendo camminare in campo in condizioni di fango e pioggia, l’operazione oltre ad essere sicuramente più lenta è anche molto faticosa”.

Le nostre raccoglitrici sono eroine silenziose. Mentre il mondo parla di sostenibilità e qualità, loro ogni giorno affrontano condizioni che metterebbero alla prova chiunque. Il lavoro manuale, che è il cuore dell’agricoltura biologica di qualità, richiede una dedizione che va ben oltre il semplice impiego. “E questo ci costringerà a lavorare anche durante le festività di Pasqua, saltando Pasqua. Lavoreremo comunque sabato Santo e anche per lunedì di Pasquetta”.

Questa è la differenza tra chi fa agricoltura biologica per marketing e chi la vive davvero: noi non ci fermiamo quando la natura chiama, nemmeno nei giorni di festa. Non è retorica, è la realtà quotidiana di chi ha scelto di mettere la qualità prima del profitto facile.

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L’agricoltura biologica è anche l’arte di saper rinunciare quando necessario. “Per quanto riguarda tornando un po’ indietro nel periodo di Gennaio Febbraio non abbiamo potuto eseguire le semine dei semi quali trifoglio alessandrino piuttosto che l’erba medica, per noi fondamentale nelle rotazioni. E abbiamo deciso di toglierle dal piano culturale 2025”.

Le rotazioni sono il cuore della fertilità biologica del suolo. Trifoglio ed erba medica sono azoto-fissatori naturali, piante che arricchiscono la terra senza bisogno di fertilizzanti chimici. Rinunciarvi significa compromettere il piano di gestione della fertilità, ma piuttosto che forzare una semina in condizioni sbagliate, abbiamo scelto di aspettare l’anno prossimo.

Allo stesso modo, “Non metteremo nemmeno due ettari di asparagi, appunto, necessari anche questi per la trasformazione”. Ogni decisione comporta delle rinunce, ma anche la consapevolezza che è meglio non fare piuttosto che fare male.

Ma non tutto è difficoltà in questa stagione. “Le raccolte primaverili, quindi la raccolta di asparagi e carciofi, diciamo che le piogge su questo lato ci hanno un po’ aiutato, permettendoci di portare in casa un prodotto a livello qualitativo molto elevato perché la pianta diciamo non soffre lo stress idrico”.

È il paradosso della natura: le stesse piogge che ci hanno impedito di trapiantare hanno regalato ai nostri asparagi e carciofi un’idratazione perfetta. “Avremo un carciofo che comunque il carciofo che andremo a cogliere sarà eccezionale come prodotto”, ci conferma Benedetta con l’entusiasmo di chi sa riconoscere i doni nascosti anche nelle stagioni difficili.

Questo è ciò che accade quando si lavora con la natura invece che contro di essa: ogni sfida nasconde un’opportunità, ogni difficoltà può trasformarsi in qualità superiore.

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Tutto questo lavoro, questa dedizione, questa capacità di adattarsi trova il suo senso quando arriva sulle vostre tavole. I nostri Carciofi Bio che raccoglieremo nelle prossime settimane diventeranno la nostra prelibata Crema di Carciofi, dove ogni vasetto racconta la storia di questa primavera difficile ma generosa.

Le cipolle che finalmente riusciremo a trapiantare saranno i compagni silenziosi delle nostre conserve estive, quelle che danno profondità di sapore alle nostre salse senza bisogno di additivi artificiali. E quando finalmente avremo i nostri pomodorini, anche se in ritardo, diventeranno quei Pomodori Semisecchi che portano il sole della Maremma direttamente nei vostri piatti.

Ogni prodotto del nostro shop online racconta una storia di scelte coraggiose, di rispetto per i tempi naturali, di persone che ogni giorno scelgono la qualità anche quando costa fatica. Quando aprite un vasetto LaSelva, aprite un pezzo della nostra vita, delle nostre sfide, delle nostre piccole vittorie quotidiane.

Questa primavera 2025 ci ha insegnato ancora una volta che fare agricoltura biologica significa abbracciare l’incertezza con coraggio. Significa scegliere la trasparenza anche quando sarebbe più facile nascondere le difficoltà. Significa mettere il benessere delle nostre collaboratrici prima dei facili profitti, e la qualità del prodotto prima della quantità.

“Abbiamo messo l’unica volta che non mi sono ricordare i tempi e ti ho detto stamattina che siamo riusciti a mettere le verdure per il punto vendita anticipate, quindi sotto tunnel, sotto tessuto non tessuto e quelle stanno andando bene”. Anche quando tutto sembra andare storto, troviamo il modo di portare avanti qualcosa di buono. È questa ostinazione gentile che ci caratterizza.

Mentre scriviamo queste righe, nei nostri campi le prime verdure protette stanno crescendo. “La prossima settimana potremmo già iniziare a raccogliere qualche primi, cioè tipo il basilico, tipo le verdure che ci mettono un po’ meno a crescere, basilico, prezzemolo, insalata”. Sono piccoli segnali di rinascita, promesse di una stagione che, nonostante tutto, porterà i suoi frutti.

L’agricoltura biologica non è solo un metodo di coltivazione: è una filosofia di vita che ci insegna a non arrenderci mai, a trovare soluzioni creative, a rispettare la natura anche quando ci mette alla prova. È la scelta di chi crede che il cibo buono, sano e onesto valga ogni sacrificio.

Dal campo alla vostra tavola, con autenticità e passione.

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Venite a trovarci in azienda: niente può sostituire l’esperienza diretta di camminare tra le nostre colture, respirare l’aria della Maremma e toccare con mano quello che significa davvero agricoltura biologica. Il nostro agriturismo vi aspetta per farvi vivere da protagonisti questa avventura quotidiana.

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La famiglia LaSelva

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